Schede sintetiche

Tutte le Schede per data decrescente di discussione (suddivisione per Area, nei sottomenù)

PubbliTesi - La Tesi
Farmacogenetica del carcinoma del polmone: possibili contributi alla definizione della prognosi e alla predizione della risposta alla chemioterapia

Scheda Sintetica

Autore: Giorgia Mandrile
Relatore: Mario De Marchi
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Facoltà di Medicina e Chirurgia
Corso: Laurea Spec. a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia
Data di Discussione: 17/07/2006
Voto: 110 cum laude
Disciplina: Genetica Medica
Tipo di Tesi: di Ricerca
Altri Relatori: Prof. Giorgio Scagliotti (Oncologia Polmonare ASO S. Luigi Gonzaga Orbassano (TO))
Lingua: Italiano
Grande Area: Area Sanitaria
Dignità di Stampa: Si

Descrizione:
Valutazione del ruolo dei polimorfismi rs17955147:A>C nel gene XPD, rs17435395:A>G nel gene XRCC1, rs2279744:T>G nel gene MDM2 e un polimorfismo di lunghezza nella enhancer region del gene TS (allele 3R, Gene Bank Accession Number: AF127520; allele 2R, Gene Bank Accession Number: AF127519) nel modulare la risposta alla chemioterapia (con e senza platino) in 426 pazienti con carcinoma del polmone (SCLC E NSCLC). Dall’analisi multivariabile è emersa: il genotipo AA di XRCC1 è associato a maggior sopravvivenza, in particolare dopo terapia con platino; l’associazione tra il polimorfismo in XPD e la sopravvivenza è stata smentita, come in altri studi recenti. Il genotipo 3R/3R di TSER è associato a minor tossicità della terapia; il genotipo di MDM2 non influenza la risposta alla terapia ma sembra implicato nel rischio di sviluppare il carcinoma.

Grado di Innovazione:
a mio giudizio questo lavoro si inserisce in una linea di studi sviluppata a livello internazionale da pochi anni, volta ad individualizzare la chemioterapia per ogni paziente. E’ già stato studiato il ruolo dei polimorfismi nei geni del riparo del DNA, mentre sul ruolo nel carcinoma del polmone del polimorfismo del gene MDM2, scoperto nel 2004 e valutato in questa tesi, vi è solo uno studio su polpolazione cinese. Inoltre sono pochi i lavori in letteratura che abbiano una numerosità buona come ...

PubbliTesi - La Tesi
Applicazione clinica di un nuovo algoritmo diagnostico in pazienti con nodulo tiroideo citologicamente indeterminato

Scheda Sintetica

Autore: Francesca Garino
Relatore: Fabio Orlandi
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Facoltà di Medicina e Chirurgia
Corso: Laurea Spec. a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia - Sede di Orbassano
Data di Discussione: 17/07/2006
Voto: 110 cum laude
Disciplina: Endocrinologia e Malattie del Ricambio
Tipo di Tesi: Sperimentale
Altri Relatori: Guido Gasparri
Lingua: Italiano
Grande Area: Area Sanitaria
Dignità di Stampa: Si
Settori Interessati: Endocrinologia, Oncologia, Anatomia Patologica

Descrizione:
Obiettivo di questo studio è valutare un pannello di molecole e verificare se il loro impiego combinato sia in grado di migliorare l’accuratezza diagnostica dell’esame citoaspirato (FNAB) nei casi di “neoformazione follicolare” e poter rappresentare quindi un valido test diagnostico idoneo a essere introdotto nella pratica clinica accanto all’esame citologico convenzionale. Tra le numerose molecole disponibili, ne abbiamo selezionate cinque (galectina-3, HBME-1, tireoperossidasi, citocheratina-19 e cheratansolfato), sulla base non solo della loro già dimostrata sensibilità e specificità, ma anche in considerazione della loro applicabilità clinica, garantita dalla semplicità di identificazione con tecniche immunocitoistochimiche, appannaggio di ogni laboratorio, nonché dal basso costo.

Grado di Innovazione:
Secondo me i risultati di questo studio possono fornire al clinico un importante strumento diagnostico, a basso costo e di agevole interpretazione, capace di ottimizzare il management del paziente portatore di patologia nodulare tiroidea. La disponibilità di un algoritmo finalizzato a migliorare l’accuratezza diagnostica dell’esame citoaspirato è certamente in grado di ridurre il numero di interventi chirurgici per patologia benigna e di consentire un tempestivo trattamento dei tumori maligni in ...

PubbliTesi - La Tesi
L’antisemitismo negli Stati Uniti. Da Henry Ford ai “Protocolli di Harvard e Chicago”

Scheda Sintetica

Autore: Elena Fallo
Relatore: Bruno Bongiovanni
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Facoltà di Lettere e Filosofia
Corso: Laurea Spec. in Storia
Data di Discussione: 17/07/2006
Voto: 110 cum laude
Disciplina: Storia Contemporanea
Tipo di Tesi: di Ricerca
Lingua: Italiano, Inglese
Grande Area: Area Umanistica
Dignità di Stampa: Si

Descrizione:
Obbiettivo della ricerca è stato quello di analizzare l’antisemitismo negli Stati Uniti a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, quando l’odio antiebraico si acuì a causa della grande ondata migratoria proveniente dall’Europa meridionale ed orientale che portò sul suolo americano più di due milioni di ebrei.L’analisi si sviluppa seguendo un ordine cronologico,concentrando l’attenzione su famosi personaggi americani che espressero idee antisemite, tra cui Henry Ford e Charles Lindbergh, ed arriva fino ai giorni nostri, con il commento di un saggio pubblicato nel marzo del 2006 da due docenti americani, intitolato “The Israel Lobby and U. S. Foreign Policy” e ribattezzato spregiativamente da alcuni quotidiani i “Protocolli di Harvard e Chicago”.

Grado di Innovazione:
L’argomento trattato è poco conosciuto sia in ambito nazionale sia in ambito europeo.Lo studio si basa pertanto in gran parte su fonti americane.

PubbliTesi - La Tesi
Sviluppo di un vaccino proteico diretto contro l’antigene tumorale WT1 nelle malattie onco-ematologiche

Scheda Sintetica

Autore: Paolo Nicoli
Relatore: Giuseppe Saglio
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Facoltà di Medicina e Chirurgia
Corso: Medicina e Chirurgia (V.O.), Orbassano
Data di Discussione: 17/07/2006
Voto: 110 cum laude
Disciplina: Medicina Interna
Tipo di Tesi: Sperimentale
Lingua: Italiano
Grande Area: Area Sanitaria
Dignità di Stampa: Si

Descrizione:
Il gene del tumore di Wilms (WT1) è iperespresso in molti tipi di tumori solidi e neoplasie maligne ematologiche. WT1 possiede tutte le caratteristiche per essere considerato un ottimo antigene tumore-specifico: esso viene espresso ad alti livelli nelle cellule neoplastiche, ma non nei tessuti sani ed è inoltre coinvolto nel mantenimento del fenotipo neoplastico. In questo studio si vuole valutare se pazienti affetti da neoplasie ematologiche sviluppino spontaneamente una risposta umorale diretta contro l’antigene WT1 per valutare il livello di immunogenicità dell’antigene WT1 in vivo. Inoltre si è scelto di intraprendere un approccio immunoterapico in un modello murino basato su un vaccino contenente l’intera proteina WT1. Si è quindi valutata la sicurezza e l’attività ed efficacia di questo vaccino proteico.

 
Per ulteriori informazioni sulle Tesi presentate in questo sito sotto forma di Schede Sintetiche Accededere all’Area Riservata o Registrarsi.

Informazioni aggiuntive